Il mercato del credito polacco nel 2025 si trova di fronte ai maggiori cambiamenti strutturali e macroeconomici degli ultimi anni. I dati presentati nel rapporto Infokredyt 2025 della ZBP (Associazione Polacca delle Banche) mostrano che i tagli dei tassi d’interesse, l’elevata eccedenza di liquidità del settore bancario e la crescita dei redditi delle famiglie creano le condizioni per un dinamico aumento dell’erogazione di credito. Allo stesso tempo, il settore deve far fronte a una crescente pressione regolatoria, inclusa la maggiorazione dell’imposta sul reddito delle società (CIT), che – come sottolineano gli analisti – potrebbe limitare il potenziale di credito di quasi 125 miliardi di PLN nell’arco di un decennio. Di conseguenza, il 2025 è un momento in cui le modifiche di politica fiscale e monetaria iniziano a competere tra loro, e le decisioni del governo e della banca centrale saranno nei prossimi trimestri decisive per il finanziamento dell’economia.
L’introduzione del rapporto indica chiaramente che la Polonia – rispetto al resto dell’Unione Europea – dispone ancora di un grande potenziale inutilizzato in ambito di credito. Il rapporto tra i crediti concessi al settore non finanziario e il PIL è pari al 31,7%, il che colloca il Paese tra le economie meno “indebitate” tramite credito dell’UE. Allo stesso tempo, il forte sviluppo dei prestiti al consumo e il netto rimbalzo nel segmento dei mutui immobiliari mostrano che la domanda sta tornando sul mercato in una scala decisamente maggiore rispetto agli anni 2022–2023. I polacchi ricorrono più spesso all’indebitamento e quasi la metà degli adulti possiede attualmente un prestito o un credito.
Il rapporto evidenzia anche forti differenze geografiche nei livelli di indebitamento e nella qualità del rimborso. Il più elevato indebitamento medio si osserva nel voivodato della Masovia, dove il mutuatario medio ha oltre 75.000 PLN da rimborsare. All’estremo opposto si colloca il voivodato della Precarpazia, dove il livello medio di debito è pari a 36.800 PLN e, allo stesso tempo, i residenti rimborsano i crediti in modo particolarmente affidabile. I dati BIK per tutti i voivodati confermano che la qualità del portafoglio rimane sicura, sebbene siano visibili lievi peggioramenti mensili degli indicatori di qualità.
Il 2025 porta anche una forte crescita dell’interesse per i pagamenti dilazionati (BNPL – Buy Now, Pay Later), che vengono considerati sempre più chiaramente come un elemento a pieno titolo del mercato del credito. Oltre 2,86 milioni di clienti hanno utilizzato questa soluzione nell’arco di sei mesi, e un giovane utente BNPL su due ha meno di 24 anni. Come sottolineato nell’analisi, questa tendenza avrà effetti di lungo periodo sulla costruzione della storia creditizia dei giovani polacchi e sulle politiche di rischio delle banche e delle istituzioni finanziarie non bancarie.
Politica monetaria e impatto dei tagli dei tassi d’interesse
Nel 2025 il Consiglio di Politica Monetaria ha effettuato complessivamente cinque tagli dei tassi, riducendo il tasso di riferimento della NBP al 4,25%. Secondo gli analisti della ZBP, si tratta di una risposta al chiaro miglioramento delle prospettive inflazionistiche, in particolare alla revisione al ribasso del percorso dell’inflazione CPI di una media di 0,67 punti percentuali per ogni mese dell’ultimo trimestre dell’anno. La riduzione dei tassi d’interesse si è tradotta automaticamente in costi di servizio del debito più bassi e in una maggiore capacità di indebitamento delle famiglie. Per un mutuo abitativo di 450.000 PLN a 20 anni, la rata è inferiore di circa 405 PLN al mese, il che significa un calo di circa l’11%.
È importante sottolineare che, rispetto a un tasso di riferimento del 5,75%, l’attuale livello del 4,25% aumenta la capacità massima di credito di un polacco medio di oltre 55.000 PLN. Ciò significa una crescita delle possibilità di indebitamento del 12,35%, che su scala di mercato si traduce in una reale ripresa della domanda nel segmento dei mutui. Il rapporto evidenzia che cambiamenti di questo tipo possono determinare una crescita duratura della domanda sia nel settore abitativo sia in quello del credito al consumo, soprattutto in un contesto di miglioramento del clima economico.
Allo stesso tempo, l’Associazione Polacca delle Banche richiama l’attenzione sul fatto che il ciclo di tagli dei tassi avviene in parallelo a una politica fiscale espansiva. L’elevato disavanzo di bilancio e l’aumento del debito pubblico possono generare, nel medio termine, pressioni inflazionistiche, il che – secondo gli analisti – accresce il rischio di minare l’efficacia della politica monetaria. Nelle raccomandazioni macroeconomiche, il rapporto della ZBP indica che la politica monetaria dovrebbe, in una certa misura, controbilanciare la politica del governo, mantenendo un adeguato livello di restrizione.
Un elemento importante dell’analisi è anche il fatto che l’inflazione in Polonia – a differenza dei trimestri precedenti – si è stabilmente collocata nella fascia di scostamento ammessa rispetto all’obiettivo e non supererà il 3% in nessun mese della parte finale dell’anno. Si tratta di una situazione favorevole per i mutuatari, ma che segnala allo stesso tempo che lo spazio per ulteriori tagli dei tassi potrebbe essere più limitato di quanto prevedano le ipotesi di mercato più ottimistiche.
La Polonia nel contesto dell’Unione Europea – potenziale e limiti
Il settore bancario polacco rimane uno dei più piccoli dell’Unione Europea in rapporto al PIL. Secondo i dati della ZBP, le attività delle banche operanti in Polonia ammontano a circa il 93% del PIL, mentre in Francia tale indicatore arriva al 423% e in Germania supera il 250%. Solo Romania, Slovenia e Lettonia si collocano più in basso. Ciò significa che, nonostante il settore polacco sia stabile, la sua scala rimane ancora ridotta e il potenziale di crescita – considerevole.
Una dinamica simile si osserva nel rapporto tra i crediti alle famiglie e il PIL, che in Polonia è appena del 12,6%. A titolo di confronto, in Danimarca l’indicatore raggiunge il 78%, nei Paesi Bassi il 57% e in Svezia il 54%. Il rapporto spiega che tali differenze derivano dalla struttura del mercato abitativo, dalle tradizioni di finanziamento degli investimenti e dal grado di sviluppo degli strumenti di debito. Dal punto di vista dell’indebitamento delle famiglie, la Polonia si colloca agli ultimi posti dell’UE, il che evidenzia un enorme potenziale per un’ulteriore crescita dell’azione creditizia.
Nel segmento delle imprese il quadro è analogo. Il rapporto fra i crediti alle aziende e il PIL colloca la Polonia al penultimo posto in tutta l’UE, davanti soltanto all’Irlanda, il cui indicatore è distorto dalle peculiarità statistiche del PIL. Ciò indica che le imprese polacche – in particolare le PMI – continuano a finanziare gli investimenti principalmente con capitale proprio. Secondo gli autori del rapporto, questo rappresenta un serio limite al ritmo di modernizzazione dell’economia, soprattutto nel contesto della transizione energetica, dell’automazione e della digitalizzazione delle imprese.
Allo stesso tempo, il settore bancario presenta una sovraliquidità record. Il rapporto fra crediti e depositi è appena del 60,1%, il che significa che le banche dispongono di un ampio margine per aumentare l’azione creditizia. Tuttavia – come sottolinea la ZBP – ulteriori oneri regolatori, come la tassa bancaria e gli aumenti pianificati della CIT, possono limitare questo potenziale, portando a una riduzione della disponibilità di finanziamento per le imprese e per le famiglie.
Crediti al consumo – la domanda ritorna e i polacchi tornano a investire nella qualità della vita
Nel 2025 i crediti al consumo rientrano tra i segmenti in più rapida crescita del mercato. Secondo i dati BIK, a settembre il numero di prestiti in contanti concessi è stato superiore del 18,8% rispetto all’anno precedente, mentre il loro valore è aumentato del 21,3%. L’importo medio di un prestito in contanti è salito a 26.400 PLN, il che conferma che i polacchi finanziano importi sempre più elevati tramite credito. Il rapporto segnala inoltre che nel terzo trimestre i criteri di concessione dei prestiti nel segmento del credito al consumo sono stati nuovamente allentati, il che influisce sia sull’accessibilità sia sul livello di concorrenza tra le banche.
Lo scopo più frequentemente indicato per un credito al consumo resta – come nel 2024 – la ristrutturazione o il rinnovo dell’abitazione: lo ha dichiarato l’83% dei bancari intervistati. Seguono l’acquisto di un’automobile, il consolidamento di altri debiti e il finanziamento delle esigenze correnti. I dati mostrano tuttavia cambiamenti significativi nelle preferenze rispetto all’anno precedente. Molti meno polacchi dichiarano di voler contrarre un prestito per acquistare un’auto, mentre è visibilmente aumentato il numero di coloro che finanziano con il credito corsi di formazione, studi e spese legate alla salute.
Anche il clima di fiducia dei consumatori – nonostante un certo peggioramento a ottobre – rimane su livelli compatibili con una ripresa della domanda. Quasi la metà degli intervistati ritiene che ulteriori tagli dei tassi d’interesse accresceranno l’interesse per i crediti al consumo. Secondo i rappresentanti del settore, sarà proprio questo segmento a reagire più fortemente alla stabilizzazione dell’inflazione e al rafforzarsi della fiducia della società nel futuro dell’economia.
Mutui immobiliari: forte rimbalzo e nuove condizioni di mercato
Il segmento dei mutui abitativi nel 2025 è uno dei campi più dinamici del mercato finanziario, come confermano i dati BIK relativi a settembre. Le banche hanno concesso il 52,4% di mutui in più rispetto all’anno precedente e il 22,2% in più rispetto ad agosto, il che mostra chiaramente una tendenza in accelerazione della ripresa della domanda. In termini di valore, l’azione creditizia è cresciuta del 62,8% su base annua, uno dei migliori risultati dell’ultimo decennio. I principali fattori alla base di questa ripresa sono la riduzione dei tassi d’interesse, l’aumento dei redditi reali delle famiglie e la maggiore concorrenza tra le banche, che hanno iniziato a competere in modo più aggressivo per acquisire clienti.
L’importo medio di un nuovo mutuo nel terzo trimestre è salito a 450.000 PLN, segnando un nuovo record e riflettendo la crescita dei prezzi degli immobili. I dati AMRON-SARFiN indicano che i prezzi di transazione delle abitazioni nelle maggiori città polacche continuano a seguire una tendenza al rialzo, risultando spesso superiori del 6–10% rispetto all’anno precedente. Ciò riguarda in particolare il mercato primario, dove la pressione dei costi per gli sviluppatori rimane elevata. L’aumento dell’importo medio del mutuo è il risultato sia dell’incremento dei prezzi delle abitazioni sia del fatto che i consumatori scelgono più spesso metrature maggiori, trattando l’acquisto come un investimento di lungo periodo.
Le banche segnalano inoltre una crescente domanda di mutui a tasso variabile, effetto della stabilizzazione dell’inflazione e delle aspettative che i tassi rimangano ai livelli attuali per un periodo prolungato. Un ruolo importante è svolto anche dalle politiche di credito delle istituzioni finanziarie, che nel terzo trimestre sono state lievemente allentate. Ciò riguarda soprattutto l’allungamento delle durate massime di rimborso e una maggiore flessibilità nella valutazione della capacità di credito dei clienti. I rappresentanti del settore evidenziano che la concorrenza tra le banche sta diventando uno dei fattori chiave che incidono sulle condizioni finali del mutuo.
Guardando ai dati dell’UE, il livello di indebitamento ipotecario in Polonia rimane comunque molto basso. Il rapporto tra mutui immobiliari e PIL è pari al 12,6%, il che colloca la Polonia al 24° posto tra i 27 Paesi dell’Unione. A titolo di confronto, in Danimarca l’indicatore supera il 78% e nei Paesi Bassi si avvicina al 60%. Ciò significa che, nonostante l’attuale ripresa, il mercato dei mutui in Polonia dispone di un enorme potenziale strutturale di crescita. La ZBP sottolinea che fattori quali la stabilizzazione dell’inflazione, l’aumento dei redditi e il deficit di abitazioni possono fare in modo che il segmento dei mutui rimanga per anni il principale motore del finanziamento delle famiglie.
Qualità del portafoglio crediti: stabilizzazione, ma crescono i segnali di allerta
La qualità complessiva del portafoglio crediti in Polonia rimane stabile, sebbene i dati BIK indichino un lieve peggioramento mese su mese. A settembre, l’indice di qualità dei prestiti in contanti era pari al 3,86%, quello delle carte di credito al 3,84%, quello dei crediti rateali all’1,3% e quello dei mutui allo 0,67%. Si tratta di livelli che – nonostante alcune oscillazioni locali – consentono di parlare di un profilo di rischio complessivamente sicuro nel settore bancario. Il rischio più basso riguarda ancora i mutui immobiliari, il che deriva, tra l’altro, da severi criteri di concessione e dalla storicamente buona disciplina di rimborso di tali obbligazioni da parte dei polacchi.
Su base annua, la qualità del portafoglio dei mutui e dei prestiti in contanti è migliorata, il che testimonia una generale stabilizzazione della situazione finanziaria delle famiglie. Tuttavia, gli indicatori relativi alle carte di credito e ai crediti rateali si sono deteriorati, fatto che la ZBP interpreta come effetto dell’aumento della pressione dei costi su una parte dei consumatori e del maggior utilizzo di forme di finanziamento a breve termine. Si tratta di un’area che richiede monitoraggio, perché di solito è la prima ad anticipare un peggioramento della posizione finanziaria delle famiglie.
Nel confronto mensile, tutti e quattro gli indici di qualità sono aumentati, il che significa un peggioramento – seppur contenuto – della qualità del portafoglio. Gli esperti sottolineano che non è un motivo di allarme immediato, ma piuttosto un segnale di preavviso che, in caso di rallentamento economico o di brusco aumento del costo della vita, i portafogli delle banche potrebbero risultare più vulnerabili rispetto agli ultimi anni. Ciò riguarda in particolare il segmento dei prestiti in contanti e delle carte di credito, che generalmente reagisce per primo ai cambiamenti del sentiment dei consumatori e del livello di oneri finanziari delle famiglie.
Vale inoltre la pena notare che la Polonia presenta la più alta quota di crediti deteriorati (NPL) tra i Paesi dell’UE analizzati. Sebbene l’indicatore sia aumentato nell’ultimo trimestre solo in misura simbolica, il suo livello rimane comunque superiore di oltre 1,5 punti percentuali alla media dell’UE. Secondo la ZBP, ciò è conseguenza di fattori storici, tra cui la ristrutturazione dei portafogli di mutui indicizzati al franco svizzero, e delle fasi del ciclo congiunturale coincise con la pandemia e con il successivo shock inflazionistico. Sebbene la tendenza di lungo periodo sia favorevole, il settore deve tenere conto dell’accresciuta sensibilità dell’intero portafoglio crediti.
L’Associazione Polacca delle Banche sottolinea che ora sarà fondamentale mantenere un equilibrio tra l’aumento dell’azione creditizia e una gestione responsabile del rischio. La concorrenza crescente tra le banche potrebbe, infatti, portare a un allentamento troppo rapido dei criteri di concessione del credito, il che, nei casi estremi, potrebbe far ripetere scenari già visti in alcuni Paesi dell’Europa occidentale. Sarà proprio l’equilibrio tra crescita del mercato e controllo della qualità del portafoglio la principale sfida del settore nei prossimi trimestri.
Risparmi dei polacchi: sovraliquidità del settore bancario, ma basso tasso di risparmio
I risparmi delle famiglie sono uno degli elementi chiave della salute finanziaria di un Paese. I dati della KNF per agosto 2025 mostrano che i polacchi mantengono ancora elevati livelli di fondi nei depositi bancari. Il valore complessivo dei depositi del settore non finanziario ha superato 2.026 miliardi di PLN, di cui ben il 70,1% è costituito dai depositi delle famiglie. Si tratta di una struttura tipica delle economie emergenti, in cui i risparmi sono detenuti principalmente in strumenti sicuri e liquidi. L’aumento dei depositi dell’8,2% su base annua conferma l’elevato livello di incertezza dei consumatori, ma anche la loro prudenza di fronte ai cambiamenti economici.
Allo stesso tempo, il rapporto tra crediti e depositi è appena del 60,1%, uno dei livelli più bassi dell’Unione Europea da anni. Ciò significa che il settore bancario ha un enorme potenziale per aumentare l’azione creditizia, ma indica anche una sovraliquidità strutturale del sistema finanziario. La ZBP osserva che il basso utilizzo dei depositi per finanziare i crediti è dovuto non solo alla prudenza delle banche, ma anche alla struttura della tassa bancaria, che scoraggia la concessione di prestiti e favorisce gli investimenti in titoli di Stato.
È importante sottolineare che, sebbene i depositi dei polacchi abbiano raggiunto livelli nominali record, il tasso di risparmio rimane basso. Secondo i dati Eurostat, le famiglie polacche accantonano in media il 12,8% del proprio reddito disponibile, un risultato nettamente inferiore rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale. Francesi, olandesi o svedesi risparmiano spesso oltre il 17–20% del reddito, il che testimonia una cultura finanziaria diversa e una maggiore stabilità economica. In Polonia, l’aumento dei risparmi è dipeso soprattutto dall’incertezza sull’inflazione e dalla prudenza dopo una serie di shock macroeconomici negli anni 2020–2023.
La struttura dei risparmi evidenzia anche il predominio dei depositi a breve termine, conseguenza diretta delle aspettative mutevoli riguardo all’andamento futuro dei tassi d’interesse. I polacchi investono ancora raramente in strumenti finanziari più redditizi, come obbligazioni societarie o fondi di investimento. La ZBP rileva che un aumento dell’attrattiva dei prodotti di risparmio a lungo termine potrebbe alleggerire il settore bancario e ridurre la sovraliquidità, consentendo un’allocazione del capitale più efficiente nell’economia reale.
CIT e tassa bancaria: cambiamenti che colpiranno l’economia
Una delle modifiche legislative più controverse del 2025 è l’aumento della CIT per le banche, approvato dal Sejm il 6 novembre 2025. Le nuove aliquote – 30% dal 2026, 26% dal 2027 e 23% dal 2028 – rappresentano uno dei maggiori incrementi del carico fiscale per il settore nella storia. La ZBP sottolinea che questa modifica non è solo sfavorevole, ma anche incostituzionale, poiché viola il principio di uguaglianza e proporzionalità dell’imposizione fiscale. L’aspetto più problematico, secondo gli esperti, è che l’imposta riguarda esclusivamente il settore bancario, determinando una diversificazione degli oneri tra i diversi comparti senza un fondamento oggettivo.
Il rapporto evidenzia chiaramente che l’aumento della CIT porterà, nei prossimi anni, a una riduzione della capitalizzazione delle banche di quasi 66 miliardi di PLN, il che si tradurrà in un minor potenziale di generazione di capitale proprio. Il capitale è la risorsa fondamentale che determina la scala del finanziamento disponibile per le imprese e per le famiglie. La diminuzione dei fondi propri implica quindi automaticamente una riduzione dell’azione creditizia, che la ZBP stima in circa 125 miliardi di PLN di crediti non erogati nell’arco di un decennio. Ne risentiranno in particolare i settori che fanno ampio ricorso al finanziamento tramite debito – PMI, agricoltura e imprese che investono nella modernizzazione o nella transizione energetica.
È rilevante anche il fatto che gli effetti negativi dell’aumento della CIT saranno percepiti dai piccoli investitori polacchi e dai pensionati. La struttura dell’azionariato delle banche indica che saranno soprattutto gli azionisti domestici – e non il capitale estero – a sostenere l’onere principale legato al calo dei dividendi. La ZBP stima che le perdite complessive per i risparmiatori possano raggiungere i 22 miliardi di PLN, mentre le perdite per il Tesoro – derivanti dalla riduzione del valore degli attivi controllati dallo Stato – ammontino a ulteriori 14,4 miliardi di PLN. Di conseguenza, il guadagno reale per il bilancio derivante dall’aumento della CIT è molto inferiore ai 6,1 miliardi di PLN annui previsti.
Il secondo onere chiave rimane la tassa bancaria, introdotta nel 2016, che è una delle più restrittive dell’UE. La sua struttura – basata sulle attività e non sugli utili – limita l’azione creditizia e incentiva le banche a investire in titoli di Stato. La ZBP mostra che, se non fosse per la costruzione attuale della tassa bancaria, il portafoglio complessivo dei crediti al settore non finanziario sarebbe oggi maggiore di circa 700 miliardi di PLN. Si tratta di un importo enorme che avrebbe potuto essere destinato allo sviluppo delle imprese, alle energie rinnovabili, agli investimenti infrastrutturali e alla modernizzazione del patrimonio abitativo.
Parallelamente, i dati mostrano che le banche in Polonia destinano somme record al finanziamento dello Stato: 296 miliardi di PLN in titoli del Tesoro e ulteriori 119 miliardi di PLN in obbligazioni PFR e BGK. Ciò comporta un effettivo “effetto di spiazzamento” del credito verso l’economia reale, in particolare per il settore delle imprese. Un coinvolgimento così elevato delle banche nel finanziamento del debito pubblico è dovuto al fatto che i titoli di Stato sono esentati dalla tassa bancaria, a differenza dei crediti tradizionali. È proprio questa anomalia che fa sì che il settore finanziario diventi sempre meno capace di finanziare gli investimenti necessari allo sviluppo del Paese.
Conseguenze fiscali per il mercato del credito – scenari e simulazioni
L’aumento della CIT, unito al mantenimento della tassa bancaria, crea un nuovo contesto fiscale sfavorevole per l’intero settore bancario. Le analisi della ZBP mostrano che la crescita del carico fiscale si tradurrà direttamente in una riduzione degli utili netti delle banche e, di conseguenza, in una minore capacità di accumulare capitale. Ciò è particolarmente rilevante alla luce dei requisiti regolamentari relativi al capitale Tier 1 e ai buffer di protezione, che determinano la scala dell’azione creditizia. Di conseguenza, il settore sarà costretto ad adottare un approccio più selettivo al finanziamento dei nuovi investimenti, limitando maggiormente le aree di attività più rischiose.
Le simulazioni contenute nel rapporto mostrano che un aumento permanente della CIT ridurrà la capitalizzazione delle banche di circa 66 miliardi di PLN nel giro di pochi anni. A livello macroeconomico, ciò significa una diminuzione del potenziale di credito disponibile di almeno 125 miliardi di PLN in una prospettiva decennale. Per fare un paragone, si tratta del valore approssimativo dell’azione creditizia annua verso il settore delle imprese negli anni precedenti la pandemia. Questo implica che gli imprenditori potrebbero avvertire un peggioramento tangibile dell’accesso al finanziamento già nel 2026–2027, soprattutto nei settori ad alta intensità di capitale, quali energia, trasporti, costruzioni e industria manifatturiera.
La ZBP sottolinea inoltre che l’aumento della CIT coincide con altri fattori strutturali negativi – rallentamento economico nei mercati europei, aumento dei costi regolatori, crescita del rischio di credito e pressioni salariali nel settore. Ne consegue che le banche saranno costrette ad adottare criteri più rigidi nella valutazione della capacità di credito dei clienti e ad aumentare i margini sui prestiti. In pratica, ciò significa che i crediti – sia ipotecari che al consumo – potrebbero diventare più costosi, nonostante l’attuale livello contenuto dei tassi d’interesse.
Negli scenari elaborati dall’Associazione Polacca delle Banche si evidenzia anche il rischio che alcune banche sospendano per anni il pagamento dei dividendi al fine di mantenere livelli di capitale adeguati. Questo aspetto è particolarmente importante per gli investitori individuali, che tradizionalmente considerano le azioni bancarie come una fonte stabile di reddito regolare. La riduzione dei dividendi colpirà quindi non solo il settore stesso, ma anche le famiglie, i fondi di investimento e il Tesoro, che è azionista di alcune delle maggiori istituzioni.
Se l’attuale modello fiscale non verrà modificato nei prossimi anni, il settore bancario potrebbe trovarsi in una situazione in cui la priorità diventerà la stabilità di bilancio piuttosto che lo sviluppo dell’azione creditizia. Nel lungo periodo ciò porterà a un rallentamento della crescita economica, a una riduzione degli investimenti e a un aumento del costo del capitale per le imprese. La ZBP avverte che un contesto fiscale e monetario di questo tipo è in contrasto con gli obiettivi della politica economica dello Stato, che punta a sostenere la crescita degli investimenti e la modernizzazione dell’economia.
Previsioni per il mercato del credito nel periodo 2026–2030
Osservando le tendenze attuali, il mercato del credito in Polonia si trova in una fase di ricostruzione e di cauto ottimismo, ma deve anche affrontare rischi strutturali in aumento. Le previsioni della ZBP per i prossimi cinque anni indicano un’ulteriore crescita della domanda di mutui immobiliari, sostenuta dal miglioramento dei redditi, dal calo dell’inflazione e dal crescente deficit di abitazioni nelle maggiori città. Tuttavia, la dinamica del mercato potrebbe essere frenata dalla politica fiscale e dall’aumento degli oneri regolatori, che limiteranno la capacità delle banche di ampliare l’azione creditizia.
Nel segmento dei crediti al consumo è previsto il mantenimento della tendenza positiva, in particolare nelle aree legate al finanziamento di ristrutturazioni, istruzione, salute e modernizzazione delle abitazioni. Un ruolo sempre più importante sarà svolto dal mercato BNPL, che – secondo le stime – potrebbe raggiungere un valore annuo di 15 miliardi di PLN entro il 2030. Questo segmento attrae soprattutto i consumatori più giovani, per i quali rappresenta spesso il primo contatto con il finanziamento esterno e la costruzione di una storia creditizia. Le banche dovranno adeguare le proprie strategie a questa concorrenza, offrendo prodotti più flessibili e processi di erogazione del credito più rapidi.
Il mercato dei crediti alle imprese dipenderà invece in misura maggiore dalla politica pubblica e dalla disponibilità di capitale nel settore bancario. L’aumento della CIT e il mantenimento della tassa bancaria potrebbero rallentare la crescita di questo segmento, soprattutto per le PMI. Allo stesso tempo, le imprese sono chiamate a investire nella transizione verde, nell’automazione e nella digitalizzazione, il che incrementa la domanda di finanziamento esterno. Se le banche non saranno in grado di fornire capitale sufficiente, il gap di finanziamento potrebbe essere colmato da fondi di investimento esteri, con una conseguente riduzione dell’autonomia di capitale dell’economia polacca.
Le previsioni macroeconomiche presumono che l’inflazione rimanga su un livello stabile, vicino all’obiettivo della NBP, il che favorisce la prevedibilità dei costi di finanziamento e la contrazione di impegni creditizi di lungo termine. La crescita economica dovrebbe oscillare tra il 2,5% e il 3,5% annuo, costituendo un solido fondamento per lo sviluppo del mercato del credito. I principali fattori di rischio restano la politica fiscale e il contesto internazionale, che potrebbero imporre cambiamenti nella politica dei tassi d’interesse o portare a un aumento dei premi per il rischio.
Una delle tendenze chiave nel periodo 2026–2030 sarà la crescente digitalizzazione dei servizi finanziari e l’automazione dei processi di concessione del credito. Le banche ricorrono sempre più a modelli di scoring avanzati, all’intelligenza artificiale e ai dati comportamentali, il che accelera i processi decisionali e riduce i costi operativi. Ciò consentirà di concedere prestiti a un numero maggiore di clienti mantenendo un adeguato controllo del rischio. Lo sviluppo di ecosistemi finanziari digitali, l’integrazione dei servizi di pagamento e di credito e la crescente concorrenza delle fintech cambieranno profondamente la struttura del settore entro la fine del decennio.
Raccomandazioni
Alla luce dei risultati e delle analisi presentate nel rapporto Infokredyt 2025, diventa necessario elaborare un insieme di misure volte a rafforzare la stabilità del settore bancario e ad aumentare la sua capacità di finanziare l’economia. La raccomandazione chiave per il governo è una revisione della struttura della tassa bancaria e del calendario di aumenti della CIT. Nella forma attuale, tali oneri creano un contesto che scoraggia le banche dall’aumentare l’azione creditizia e le incentiva a destinare i fondi ai titoli di Stato anziché al finanziamento di investimenti nell’economia reale. La ZBP raccomanda una riforma graduale di questi strumenti fiscali in modo che premino maggiormente il credito a imprese e famiglie, piuttosto che il finanziamento del debito pubblico.
Un secondo importante ambito di intervento dovrebbe essere la creazione di un ambiente regolatorio stabile e prevedibile. Negli ultimi anni il settore bancario è stato oggetto di numerosi cambiamenti legislativi, che hanno aumentato i costi operativi e l’incertezza per gli investitori. Secondo gli esperti, è necessario limitare le improvvise interferenze nella politica finanziaria e introdurre consultazioni pubbliche più trasparenti durante la preparazione delle leggi. La stabilità del quadro giuridico è il fondamento della pianificazione a lungo termine e consente alle banche di gestire in modo efficace il capitale, il rischio e la strategia.
Il settore bancario, da parte sua, dovrebbe aumentare gli investimenti in tecnologie moderne, automazione dei processi creditizi e analisi dei dati. Modelli di scoring più efficaci, un ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’integrazione dei dati comportamentali possono contribuire ad aumentare l’azione creditizia senza innalzare il livello di rischio. Le banche devono tuttavia ricordare la necessità di mantenere un equilibrio tra innovazione e sicurezza. Nell’analisi della ZBP si sottolinea che lo sviluppo dei canali digitali dovrebbe procedere parallelamente al rafforzamento dei meccanismi di tutela dei dati dei clienti e dei processi operativi.
In relazione allo sviluppo dinamico del segmento BNPL, i regolatori dovrebbero inoltre precisare il quadro giuridico relativo ai pagamenti dilazionati. La ZBP evidenzia che il BNPL svolge un ruolo importante nell’integrazione dei giovani consumatori nel mercato finanziario, ma comporta anche il rischio di eccessivo indebitamento e di aggiramento delle procedure standard di valutazione della capacità di credito. È fondamentale che tutte le istituzioni che offrono soluzioni BNPL segnalino i dati a BIK e applichino standard di finanziamento responsabile analoghi a quelli delle banche. L’armonizzazione delle regole aumenterà la trasparenza del mercato e rafforzerà la tutela dei consumatori.
Un’ultima raccomandazione riguarda il potenziamento delle iniziative di educazione finanziaria rivolte alle famiglie. La ZBP nota che molti polacchi non comprendono le conseguenze della scelta di crediti a tasso variabile, non sanno valutare il costo totale del credito e non analizzano i contratti sotto il profilo del rischio finanziario. I programmi educativi dovrebbero essere realizzati sia dal settore pubblico sia dalle banche, al fine di aumentare il livello di alfabetizzazione finanziaria e promuovere un uso responsabile del credito.
Conclusioni finali e sintesi
L’anno 2025 rappresenta un momento di svolta per il settore del credito in Polonia. I tagli dei tassi d’interesse, la stabilizzazione dell’inflazione e il miglioramento dei redditi delle famiglie hanno creato le condizioni per un deciso rimbalzo del mercato, in particolare nel campo dei mutui immobiliari e dei crediti al consumo. Si osserva una chiara ripresa della domanda, un aumento degli importi medi dei prestiti e una maggiore propensione dei polacchi a finanziare spese importanti tramite il credito. I dati della ZBP e di BIK consentono di affermare che, dopo alcuni anni difficili, il mercato è tornato su un percorso di crescita stabile.
Allo stesso tempo, il rapporto mostra che il settore bancario deve affrontare sfide strutturali che, nel lungo periodo, possono limitarne la capacità di finanziare l’economia. La tassa bancaria e l’aumento della CIT creano un contesto in cui, dal punto di vista economico, il credito risulta meno conveniente rispetto agli investimenti in titoli di Stato. Il risultato di queste regolazioni è una reale riduzione dell’offerta di crediti – sia per le imprese che per le famiglie – e una sovraliquidità strutturale del settore. I dati della ZBP indicano chiaramente che, senza l’attuale sistema fiscale, il portafoglio crediti in Polonia sarebbe fino a 700 miliardi di PLN più elevato.
Rispetto ai Paesi dell’UE, il settore finanziario polacco rimane di piccole dimensioni in rapporto al PIL e relativamente poco “indebitato” tramite credito. Ciò implica un enorme potenziale di crescita, ma anche una sfida per i decisori politici, che dovrebbero creare condizioni favorevoli allo sviluppo dell’azione creditizia. Senza tali condizioni, sarà difficile finanziare gli investimenti chiave per l’economia, come la transizione energetica, la modernizzazione delle infrastrutture o la digitalizzazione delle imprese. L’economia polacca necessita di investimenti dell’ordine di centinaia di miliardi di zloty, e le banche sono il principale fornitore di capitale per le imprese e le famiglie.
Il rapporto Infokredyt 2025 mette inoltre in evidenza il crescente ruolo del segmento BNPL, che diventa parte integrante dell’ecosistema finanziario. I pagamenti dilazionati sono comodi e facilmente accessibili, ma, dal punto di vista della stabilità del settore, rappresentano un fenomeno che richiede monitoraggio. Ciò vale in particolare per i giovani consumatori, per i quali il BNPL è spesso la prima esperienza con il debito. Sarà fondamentale garantire che questo segmento si sviluppi in modo responsabile e resti conforme agli standard del mercato del credito.
Infine, l’analisi della qualità del portafoglio crediti indica una situazione complessivamente stabile, ma anche la presenza di segnali di allerta. Il peggioramento mensile degli indici di qualità e l’elevata quota di NPL rispetto alla media UE sono elementi che richiedono un’attenzione continua. Allo stesso tempo, i mutui abitativi restano il prodotto meno rischioso e la loro elevata qualità di rimborso costituisce uno dei pilastri della stabilità dell’intero settore.
In sintesi, il mercato del credito polacco ha davanti a sé anni di crescita, ma solo a condizione che il settore bancario sia sostenuto da un contesto regolatorio e fiscale stabile e razionale. Senza modifiche alla politica fiscale e di bilancio, sarà difficile sfruttare appieno il potenziale del mercato e rispondere alle esigenze di finanziamento dell’economia.



