L’economia marittima in Polonia ha attraversato negli anni 2023–2024 una delle fasi di trasformazione più importanti degli ultimi decenni: i porti marittimi hanno registrato una crescita dinamica nel segmento dei carichi alla rinfusa unitizzati e dei container, mentre la pesca tradizionale nel Mar Baltico si è ridotta a livelli storicamente bassi. I dati più recenti dell’Ufficio Centrale di Statistica (GUS) mostrano un settore pieno di contrasti: i porti crescono più velocemente della maggior parte dei concorrenti baltici, l’acquacoltura mantiene una produzione stabile e l’industria cantieristica difende la propria posizione grazie alla specializzazione e all’export di yacht. Allo stesso tempo la pesca e una parte del trasporto di massa operano sotto la pressione dei cambiamenti normativi e delle tendenze ambientali globali. Di conseguenza, l’economia marittima polacca si trova oggi sulla soglia di un cambiamento strutturale che determinerà la sua competitività negli anni a venire.
Indice dei contenuti
Economia marittima in Polonia 2023–2024 – analisi strutturale e dei trend
1. Importanza e struttura dell’economia marittima
L’economia marittima in Polonia è rimasta negli anni 2023–2024 uno dei segmenti più complessi e sviluppati dell’economia nazionale, integrando funzioni di trasporto, logistica, produzione e servizi. Secondo i dati del GUS si tratta di un settore che, nonostante le turbolenze globali, ha dimostrato resilienza, mantenendo una struttura stabile delle imprese e un ruolo crescente dei porti marittimi nella gestione del commercio internazionale. Nel 2024 in Polonia operavano 19.281 soggetti dell’economia marittima, con la maggiore concentrazione nel voivodato della Pomerania, dove si colloca il 42,1% del settore.
L’elevata concentrazione delle attività nella regione della Pomerania deriva sia dalla tradizione dell’economia marittima sia dalla presenza dell’infrastruttura portuale strategica di Danzica e Gdynia. Entrambi i porti gestiscono flussi di merci chiave, attirando imprese logistiche, spedizionieri, aziende manifatturiere e di servizi e generando effetti moltiplicatori a livello locale. In questo modo la Pomerania rimane il centro di competenza del settore marittimo e uno dei nodi economici più importanti della Polonia. L’economia marittima esercita inoltre una forte influenza sulle regioni della Pomerania Occidentale e della Cuiavia-Pomerania, che beneficiano della vicinanza di Stettino e Bydgoszcz.
2. Occupazione e retribuzioni nel settore
Secondo i dati del 2024, il numero di persone impiegate nell’economia marittima è stato pari a 166.445, riflettendo la stabilità del settore malgrado i cambiamenti globali nel trasporto e nella logistica. La maggior parte dei lavoratori era occupata presso unità con oltre 500 addetti, il che evidenzia la dominanza delle grandi imprese operanti nei settori portuale, dei trasporti e cantieristico. Questo ambiente di lavoro altamente specializzato attrae personale tecnico, operatori, logistici e ingegneri, determinando aspettative retributive in crescita.
La retribuzione lorda mensile media nell’economia marittima nel 2024 è stata di 8.992,49 PLN, superando nettamente la media nazionale. Tale differenza deriva dall’elevata quota di posizioni che richiedono qualifiche tecniche e specialistiche, in particolare nei porti, nei cantieri navali e nelle aziende tecnologiche che supportano il retroporto logistico. Il settore, pur essendo ad alta intensità di capitale, rimane al contempo ad alta intensità di lavoro nelle aree operative, dove l’automazione avanza ma non sostituisce ancora completamente il lavoro umano. Ciò suggerisce il mantenimento di una pressione salariale anche negli anni successivi.
3. Investimenti e immobilizzazioni materiali
Nel 2023 gli investimenti sostenuti nell’economia marittima hanno raggiunto i 5.929,6 milioni di PLN, confermando la perdurante importanza dell’espansione e della modernizzazione delle infrastrutture. È particolarmente significativo che il 61,5% di tutti gli investimenti provenga dal settore privato, il che riflette la crescente fiducia degli investitori nel potenziale di lungo periodo dei porti polacchi e dei settori collegati. Gli investimenti si sono concentrati principalmente sull’infrastruttura portuale, sul parco mezzi, sul retroporto logistico e sulla modernizzazione tecnologica delle imprese.
Il valore delle immobilizzazioni materiali nel settore è rimasto su un livello stabile, indicando la continuazione di investimenti di rinnovo e modernizzazione. Allo stesso tempo, le lievi oscillazioni degli attivi confermano che l’economia marittima non subisce bruschi cambiamenti patrimoniali, ma si sviluppa in modo evolutivo. Nel contesto della concorrenza portuale globale, in particolare da parte dell’Europa settentrionale, il mantenimento di un’elevata qualità delle infrastrutture diventa un fattore chiave per costruire vantaggi competitivi.
Porti marittimi e scambi di merci
4. I porti marittimi come pilastro del commercio polacco
I porti marittimi in Polonia svolgono un ruolo chiave nella configurazione degli scambi commerciali nazionali e il loro sviluppo negli anni 2023–2024 è stato uno degli elementi più dinamici dell’economia marittima. I principali porti – Danzica, Gdynia e Stettino-Świnoujście – sono responsabili della stragrande maggioranza dei carichi movimentati e costituiscono punti strategici sulla mappa dei corridoi di trasporto europei. I cambiamenti nella struttura dei traffici riflettono la trasformazione dell’economia polacca, in cui il ruolo delle materie prime alla rinfusa diminuisce mentre cresce quello dei carichi unitizzati e dei container. Questa tendenza si inserisce nello sviluppo europeo verso una crescente specializzazione dei porti e l’intensificazione del trasporto intermodale.
Nel 2024 sono stati registrati cali significativi nei segmenti dei carichi alla rinfusa, in particolare secchi, che sono scesi da 10.064,9 mila tonnellate a 7.727,0 mila tonnellate, con una diminuzione di oltre il 23%. Ciò è dovuto in parte a cambiamenti strutturali nel settore energetico e a un minor import di carbone, ma anche alla riduzione della domanda globale di materie prime alla rinfusa. Allo stesso tempo, il segmento dei carichi unitizzati è cresciuto fino a 12.046,7 mila tonnellate, consolidando ulteriormente la posizione dei porti polacchi come centri di gestione di merci ad alto grado di trasformazione.
I porti marittimi polacchi adeguano l’infrastruttura alle mutevoli esigenze del mercato, investendo in nuove banchine, terminal ro-ro, piazzali di stoccaggio e automazione delle operazioni. Incrementano inoltre la capacità di movimentazione dei container, sfruttando la crescente importanza degli scambi con i mercati asiatici e scandinavi. Questo tipo di investimenti consente ai porti polacchi di competere con i maggiori porti del Baltico, come Copenaghen-Malmö o Göteborg. Il passaggio graduale dal ruolo di porti di materie prime a quello di centri logistici integrati aumenta la loro resilienza alle fluttuazioni globali della domanda.
5. Traffico container e ro-ro – segmenti portuali dinamici
Uno dei trend più dinamici nei porti polacchi nel 2024 è stato l’aumento del traffico container, considerato un indicatore chiave della modernità del sistema portuale. Gdynia ha gestito 962,5 mila TEU, registrando un incremento impressionante del 10,2% su base annua e rafforzando la propria posizione di secondo più importante centro container in Polonia. La quota crescente dei container di grandi dimensioni indica un ruolo maggiore delle catene di fornitura ad alto valore aggiunto, in particolare nei settori industriale, dell’e-commerce e delle tecnologie avanzate.
Una situazione diversa è stata osservata a Stettino, dove il traffico container è stato pari a 75,3 mila TEU, con un calo dell’11,8%. Tale diminuzione è dovuta in parte alla concorrenza del porto di Świnoujście e alle limitazioni legate alla profondità dei canali navigabili, che incidono sulla possibilità di accogliere navi di grandi dimensioni. Nonostante ciò, il porto svolge ancora una funzione regionale importante e continua a sviluppare il segmento dei container feeder, diretti principalmente ai porti del Mare del Nord.
Si sviluppa in modo dinamico anche il segmento ro-ro, che è cresciuto del 12,9% su base annua, raggiungendo 2.878,1 mila tonnellate di carichi movimentati. L’aumento in questo segmento è legato allo sviluppo del trasporto automobilistico, al trasporto di veicoli commerciali e alla maggiore capacità dei terminal dei traghetti. La Polonia sta diventando un anello importante nella catena di fornitura che si estende dalla Scandinavia all’Europa meridionale. I porti devono tuttavia aumentare lo spazio operativo e modernizzare l’infrastruttura stradale per far fronte ai crescenti flussi ro-ro.
Pesca, acquacoltura e industria cantieristica
6. Pesca marittima – un settore sotto forte pressione
La pesca marittima in Polonia nel 2024 si è trovata in una fase di evidente regressione, come confermano sia gli indicatori relativi alle catture sia la dimensione della flotta. Le catture complessive di pesci e altri organismi marini sono state pari a 130,7 mila tonnellate, con un calo del 18,5% rispetto all’anno precedente. Particolarmente forte è stata la riduzione delle catture nel Baltico, scese a 75,5 mila tonnellate, vale a dire il 20,5% in meno rispetto al 2023 e il 44% in meno rispetto al 2015.
La diminuzione delle catture è il risultato di una combinazione di fattori ambientali, regolatori ed economici. I limiti di pesca particolarmente restrittivi per il merluzzo e la pressione per la tutela degli ecosistemi del Mar Baltico riducono l’attività della flotta peschereccia. A ciò si aggiungono i crescenti costi operativi – carburante e manutenzione delle unità – che per molti piccoli armatori diventano insostenibili. Questa situazione porta al ritiro progressivo dal mercato dei soggetti di dimensioni minori.
Nel 2024 la flotta peschereccia contava 721 unità, un calo significativo rispetto alle 824 del 2023. Tale diminuzione testimonia un processo di contrazione del settore, sia in termini di numero di navi sia di potenza complessiva e stazza lorda, diminuite rispettivamente del 9,1% e del 4,2%. È significativo inoltre che l’età media della flotta sia salita a 36,3 anni, il che indica un ulteriore invecchiamento delle unità e una minore competitività della pesca polacca rispetto ad altri Paesi dell’UE.
7. Acquacoltura – potenziale inespresso e risultati stabili
L’acquacoltura, pur restando un segmento relativamente piccolo dell’economia marittima, sta cominciando a svolgere un ruolo sempre più importante sullo sfondo del calo delle catture in mare. Nel 2023 in Polonia sono state prodotte 36 mila tonnellate di pesce proveniente da acquacoltura, con un calo del 3,2% su base annua. La struttura produttiva rimane comunque fortemente concentrata: prevalgono la trota iridea (50,1%) e la carpa (49,2%).
L’acquacoltura polacca dispone di un notevole potenziale di crescita, soprattutto considerata la crescente domanda europea di pesce allevato, che aumenta regolarmente da oltre un decennio. Per sfruttarlo pienamente, il settore necessita però di una modernizzazione tecnologica e di una diversificazione delle specie allevate, anche nella direzione di specie marine. Una sfida ulteriore è rappresentata dalla necessità di mantenere standard ambientali elevati, sempre più importanti nella politica agricola e della pesca dell’UE.
Rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, la produzione polacca da acquacoltura è ancora limitata, il che può costituire sia un problema sia un’opportunità. Con adeguate politiche di sostegno, inclusi investimenti in sistemi di allevamento a ricircolo (RAS), la Polonia potrebbe aumentare la quota dell’acquacoltura nella produzione ittica nazionale. La crescente domanda di prodotti ittici ecologici e certificati suggerisce che questo segmento potrebbe diventare uno dei pilastri della ricostruzione dell’economia della pesca.
8. Industria cantieristica – tra tradizione e pressione del mercato globale
L’industria cantieristica in Polonia rimane un settore importante, sebbene caratterizzato da risultati differenziati, dell’economia marittima. I dati del rapporto indicano che negli anni 2023–2024 i cantieri hanno registrato risultati variabili a seconda delle categorie di unità prodotte: si è osservata una crescita in particolare nella produzione di yacht e imbarcazioni da diporto, mentre il segmento delle grandi navi marittime si è sviluppato più lentamente. La Polonia è uno dei maggiori produttori europei di imbarcazioni da diporto, esportate sui mercati globali.
La concorrenza dei Paesi asiatici nel segmento delle navi di grandi dimensioni obbliga i cantieri a specializzarsi in progetti di nicchia e ad alto valore aggiunto. Stanno assumendo un’importanza crescente le unità specialistiche per l’eolico offshore, le navi da ricerca, i rimorchiatori e le unità di servizio portuale. Le imprese cantieristiche polacche stanno sviluppando inoltre competenze nel campo delle modernizzazioni e delle riparazioni, che costituiscono una fonte di reddito stabile in presenza di fluttuazioni negli ordini di nuove costruzioni.
I cantieri devono però affrontare sfide legate alla carenza di personale qualificato e ai crescenti costi di materiali ed energia. La collaborazione con le università marittime e gli investimenti nell’automazione dei processi produttivi possono diventare elementi chiave per ricostruire il vantaggio competitivo del settore. Parallelamente, lo sviluppo del comparto offshore in Polonia può aumentare sensibilmente la domanda di nuove unità e rappresentare per i cantieri un atteso impulso agli investimenti.
Turismo marittimo, istruzione e prospettive di sviluppo
9. Turismo marittimo – ripresa stabile e crescente popolarità
Il turismo marittimo negli anni 2023–2024 ha mostrato una chiara ripresa dopo gli anni di rallentamento, raggiungendo nel 2024 563,9 mila passeggeri nel traffico internazionale. Si tratta di un aumento modesto ma significativo, pari all’1,6% su base annua, che conferma la perdurante attrattività della Polonia come destinazione per il turismo via traghetto. Assume particolare rilievo il traffico sulle rotte verso la Svezia e altri Paesi scandinavi, dove gli operatori registrano un interesse crescente per i collegamenti passeggeri-automobili.
Lo sviluppo dell’infrastruttura dei traghetti, inclusa la modernizzazione dei terminal di Gdynia e Świnoujście, migliora il comfort di viaggio e riduce i tempi di imbarco e sbarco di passeggeri e veicoli. In questo modo questi porti rafforzano il proprio ruolo di porta d’accesso che collega la Polonia alle principali destinazioni della regione del Mar Baltico. Il turismo marittimo beneficia anche della crescente mobilità dei polacchi e dell’aumento della domanda di brevi viaggi tipo “city break”. Nei prossimi anni il potenziale di questo segmento potrà ulteriormente ampliarsi grazie ai piani di investimento in nuovi terminal e unità traghetto.
10. Istruzione marittima – crescente importanza delle competenze tecniche
L’istruzione marittima in Polonia mantiene una posizione stabile e la domanda di personale marittimo e logistico è in crescita sia nel Paese che all’estero. Atenei come l’Università Marittima di Gdynia, l’Università Marittima di Stettino e i centri formativi legati alla navigazione marittima preparano specialisti nei campi della navigazione, della meccanica, della logistica e della gestione portuale. Assume un peso crescente anche la formazione nelle tecnologie marittime, nell’automazione e nel settore dell’eolico offshore, dove il fabbisogno di forza lavoro è in forte aumento.
La crescente importanza dell’istruzione marittima deriva dalla carenza globale di marittimi e di specialisti tecnici, che offre ai polacchi ottime opportunità di impiego sul mercato del lavoro internazionale. Poiché il settore dello shipping sta attraversando una trasformazione digitale, le università sviluppano programmi formativi dedicati ai sistemi di navigazione autonoma, alla cybersicurezza e all’analisi dei dati. Nei prossimi anni il ruolo dell’istruzione marittima potrà crescere ulteriormente grazie all’aumento degli investimenti nell’energia eolica in mare e allo sviluppo dell’infrastruttura portuale-logistica.
11. Sfide strategiche e direzioni della trasformazione
Una delle sfide principali per l’economia marittima polacca è il cambiamento della struttura dei carichi, che richiede l’adeguamento dell’infrastruttura portuale, soprattutto in relazione al proseguimento dello sviluppo del trasporto intermodale. Il ruolo decrescente delle materie prime alla rinfusa, incluso il carbone, impone investimenti in terminal per carichi unitizzati, container e ro-ro. Allo stesso tempo cresce l’importanza delle catene di fornitura ad alto valore aggiunto, che aumenta la responsabilità dei porti per una gestione logistica efficiente, digitale e a basse emissioni.
Una seconda sfida chiave è rappresentata dalle condizioni della pesca baltica, che richiede un sostegno sistemico, investimenti nella modernizzazione della flotta e lo sviluppo dell’acquacoltura come alternativa alle catture. Le tendenze dell’UE indicano che il settore può evolvere verso metodi di produzione alimentare più sostenibili, automatizzati e certificati. Per la Polonia ciò significa la necessità di aumentare il livello di innovazione nell’allevamento dei pesci e di ottimizzare l’uso delle risorse idriche.
Un terzo ambito strategico riguarda il futuro dell’industria cantieristica, che deve competere con i leader globali attraverso la specializzazione, l’automazione e lo sviluppo di progetti in segmenti di nicchia. Le unità per l’offshore, le navi da ricerca, i traghetti elettrici e le strutture avanzate in alluminio rappresentano ambiti naturali di sviluppo per i cantieri polacchi. Il sostegno statale ed europeo, anche nell’ambito dei programmi legati alla transizione energetica, può accelerare la modernizzazione degli stabilimenti e aumentarne la competitività internazionale.
12. Prospettive di sviluppo dell’economia marittima in Polonia
Le prospettive per l’economia marittima nei prossimi anni sono complessivamente positive, a condizione che vengano mantenuti gli investimenti in infrastrutture, logistica e tecnologie. I porti di Danzica e Gdynia hanno il potenziale per diventare alcuni dei principali hub logistici del bacino del Mar Baltico, in particolare grazie alla crescente importanza degli scambi con la Scandinavia e i Paesi asiatici. Lo sviluppo del trasporto intermodale, compreso il potenziamento della rete ferroviaria portuale, può aumentare ulteriormente la capacità di movimentazione e ridurre i tempi di gestione delle merci. Il mantenimento del vantaggio competitivo richiede tuttavia una modernizzazione continua delle risorse umane e infrastrutturali.
Il settore della pesca e dell’acquacoltura sarà determinato dalla politica ambientale dell’Unione Europea e dalle possibilità di diversificazione delle fonti di reddito dei pescatori. La crescita dell’acquacoltura e lo sviluppo di sistemi di allevamento a ricircolo (RAS) possono compensare in parte la diminuzione delle catture in mare e creare nuovi posti di lavoro nelle regioni costiere. Allo stesso tempo la Polonia può accrescere il proprio peso sul mercato europeo dei prodotti ittici se introdurrà metodi di produzione e trasformazione moderni.
Nell’industria cantieristica sarà fondamentale sfruttare l’impulso derivante dallo sviluppo dell’energia eolica in mare. Il fabbisogno di nuove unità, attrezzature specialistiche, strutture galleggianti e servizi di supporto per i parchi eolici può creare centinaia di posti di lavoro e generare investimenti significativi. Con una strategia adeguata la Polonia può diventare un centro regionale per le tecnologie offshore.




